Il basilico genovese

Il basilico genovese
Prodotti tipici liguri

Il basilico genovese

Un capitolo a sé merita il basilico: una delle attività più significative in campo orticolo intrapresa dalla regione Liguria negli ultimi anni, è stata la ricerca varietale che ha portato all’iscrizione del basilico genovese nell’elenco dei prodotti a denominazione d’origine Protetta.
L’ocimun basilicum, originario dell’asia Minore, ha un nome che già di per sé indica il suo valore:  “basilico” infatti deriva da basilicum traduzione latina del temine greco βασιλικοσ e significa “regale”.  Ritenuto per secoli una pianta dalle proprietà magiche, veniva raccolto secondo sacri rituali.

Solo sulle colline liguri il basilico ha trovato le condizioni ambientali ideali per crescere con caratteristiche organolettiche uniche.
Nelle sue foglie si racchiude l’inconfondibile aroma di mare e di salsedine e si celano gli oli essenziali che donano la sua particolare fragranza.
Erba aromatica eletta a simbolo gastronomico della regione, ingrediente speciale e unico della cucina locale, in Liguria il basilico assume un’inconfondibile aroma intenso e pieno. Coltivato sulle terrazze che guardano il mare, è un prodotto che va apprezzato preferibilmente “in loco”.

La produzione regionale si ottiene d’inverno in serra e in pieno campo nel periodo primaverile-estivo, ma il gusto non cambia. Sono la luminosità della riviera, le caratteristiche del terreno e dell’aria salmastra a determinare le sue particolari qualità. le zone di produzione più importanti sono Prà, Voltri e Coronata per l’area genovese, diano Marina, Andora e Albenga nel Ponente e la val di Magra a levante.