Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

Situata fra Rapallo e Portofino, S. Margherita Ligure è una fra le più belle località della Liguria. Cittadina principalmente sviluppata sul mare, dona agli occhi dei visitatori un particolare panorama organizzato in successive insenature colorate dalle antiche case a schiera sul mare. Non c’e da stupirsi se Santa Margherita Ligure sia uno dei più rinomati centri mondani del Tigullio.

La cittadina è un luogo di villeggiatura per eccellenza, ricca di eleganti alberghi, ristoranti alla moda, lussuosi negozi … questa è l’immagine diffusa che si ha di questa splendida località della Riviera di Levante, ma visitandola si scopre che c’è molto di più: a Santa Margherita si possono trovare atmosfere uniche nelle stradine che serpeggiano fra le facciate colorate di vecchie case, fra il verde e i profumi dei giardini, fra le ville nascoste dalla ricca vegetazione. Architetture importanti che testimoniano la storia dell’antico borgo, sorgono un po’ dappertutto: merita una visita alla chiesa d’impianto settecentesco dedicata alla santa che a cui la città deve il proprio nome, situata nel cuore del borgo.

Il percorso della passeggiata ricalca a grandi linee lo sviluppo sul mare della cittadina, offrendo una stupenda visione dell’architettura di questa località. E’ tuttavia possibile procedere a piedi anche fino a Portofino, sorretti a tratti da una suggestiva passerella sugli scogli, in quanto gli ambienti attraversati sono veramente unici nel loro genere.

Santa Margherita non possiede una unica e grande spiaggia, ma tante piccole perle sparse nei diversi chilometri di costa associati a questa località. Vista la conformazione atipica della costa in questo frangente di paradiso, possono essere trovate a volte piccole spiagge immerse nel verde oppure ricavate fra gli scogli, in ogni caso veramente suggestive. Come per la maggior parte delle località balneari liguri, l’attenta cura dell’ambiente restituisce all’uomo un piacere immenso nell’osservare la limpidezza e la trasparenza delle acque del mare. Ampi spazi verdi sono inoltre dedicati a cittadini e visitatori nei pressi della passeggiata e in generale in tutta la cittadina. 

Cenni storici
L’epoca barocca, un momento importante dello splendore ligure, ha fatto sorgere anche qui notevoli monumenti; tra i quali, oltre a Villa Durazzo, circondata da un gran parco con giardino all’italiana, occorre citare il Castello e notevoli chiese, tra cui la Basilica di S. Margherita d’Antiochia, detta “La Madonna della Rosa”,,che racchiude nella sua struttura barocca opere dei maestri genovesi. La leggenda racconta come una statua della Madonna con una rosa nella mano destra e con il Bambino sul braccio sinistro, sia stata portata nel borgo da un marinaio, durante il medioevo. 200 anni fa, esattamente il 18 luglio 1798, si installarono nella nostra città, fino ad allora chiamata Pescino, i Funzionari, ovvero i Municipalisti che presiedettero il Cantone di Santa Margherita ed il Cantone di San Giacomo, posti sotto la giurisdizione del Golfo Tigullio, gestito dal Direttorio di Rapallo. Al Cantone di Santa Margherita furono annessi, oltre alla parte orientale della città, le Municipalità semplici di San Siro e San Lorenzo; al Cantone di San Giacomo l’altra parte di città, con le Municipalità Semplici di Portofino e Nozarego.

Le rivalità erano molto esasperate: San Giacomo chiese ai Giudici di Rapallo di proibire ai “Margheritini” di oltrepassare i limiti del suo territorio e scambiò i nomi delle Contrade annesse, alimentando ulteriori discordie: la Contrada Magistrato fu mutata in Contrada della Fratellanza, provocando la rottura dei rapporti già tesi: nella notte successiva all’installazione della lapide con la nuova denominazione, i Margheritini, con un’incursione “piratesca”, la ricoprirono di immondizie, trasformando la scritta in “Cantone delle carogne”.

I “Cortesi”, o “Giacomini” cambiarono ancora nome alla Contrada della Fratellanza, ribattezzata Contrada della Moderazione. I Margheritini però, esercitarono pressioni sul Commissario del Direttorio Esecutivo di Rapallo, sig. Gambini, affinché questi ordinasse ai rivali di modificare ancora il nome della Contrada della Moderazione in Contrada della Concordia. Dal canto loro i Margheritini mutarono il Giuncheto in Vico della Benevolenza.

Ancora altri attriti per le Processioni Religiose: il Comissario di Rapallo si recò in visita alla Canonica di Santa Margherita, restandovi a lungo, mentre dedicò solo pochi minuti all’inaugurazione, nello stesso giorno, della Residenza Municipale di San Giacomo: intimò ai Cortesi che, in occasione della Processione di Santa Margherita che avrebbe dovuto raggiungere la Chiesa dei Cappuccini, concedessero il diritto di transito su un luogo che, intersecando quello della loro giurisdizione, non avrebbe lasciato altra via che il mare. Nei mesi successivi nuove leggi precipitarono addosso ai Municipalisti di Corte: furono soppresse d’autorità alcune corporazioni religiose, tra cui la Cervara e l’Oratorio di Sant’Antonio: il Convento della Cervara restò affidato ai Giacomini, ma i frati ospitati da secoli nella costruzione, offesi dall’atto di soppressione, si diedero a spogliarlo di tutti i beni e solo uno di essi, tale Torre, vi restò ad abitare.

Un’altra questione “spinosa” fu quella della Tonnara: la Municipalità di Santa Margherita, trovandosi a corto di disponibilità economiche, chiese all’affittuario, sig. Leverone, di presentarsi alla Casa Municipale per definire le nuove tasse; i Cortesi, saputa la cosa , intimarono al loro cittadino Leverone di non andare. Questi si adeguò ubbidendo all’intimazione, con grande disappunto dei Margheritini. Non solo: San Giacomo, in accordo con Nozarego, ricorse anche al Direttorio Esecutivo, ma, in risposta a questa manovra, i Margheritini strinsero strategica alleanza con Portofino, chiedendo al Direttorio la riforma dei limiti del territorio di San Giacomo di Corte.

Nel frattempo i Giacomini elessero i loro rappresentanti ugualmente nei loro uffici, seguitando ad esercitare tutte le loro funzioni, tra cui, una delle più importanti era quella della Pubblica istruzione.
Il 5 aprile 1799 furono abolite le Municipalità Semplici di San Siro e San Lorenzo per Santa Margherita e di Nozarego e Portofino per San Giacomo, demandando le competenze alle sole Municipalità di Santa Margherita e San Giacomo.

Il 1799 e il 1800 furono anni tremendi, segnati da rivalità intestine, fino alla data del 27 aprile 1800, quando Margheritini e Giacomini stesero un documento congiunto in cui si intendeva saldare finalmente tra loro, rapporti di fratellanza. Il 22 dicembre 1812, Napoleone, con un decreto Imperiale, univa definitivamente Santa Margherita e San Giacomo in un solo Comune con il nome di Porto Napoleone, ma dopo la caduta dell’Impero Napoleonico, il 16 aprile 1814 si insediò a Genova il Governatore Provvisorio della Repubblica Ligure, e i singoli comuni furono affidati ad Amministrazioni Provvisorie: finì così la breve gloria di Porto Napoleone.

La storia ci narra di un ulteriore tentativo di separazione, datato 1817, voluto dai Giacomini che però non ebbe alcun esito. Sorse quindi, nel 1818, per volontà del Governatore, la Città di Santa Margherita di Rapallo, gestita da un “Consiglio degli Anziani”, guidati da Gerolamo Costaguta.
Dopo 45 anni, nel 1863, un Decreto Reale di Vittorio Emanuele II°, sancì definitivamente l’attuale denominazione di Santa Margherita Ligure.

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