Zoagli

Zoagli

Zoagli è un piccolo borgo incastonato tra i comuni costieri di Rapallo e Chiavari nel Golfo del Tigullio, ad est di Genova.

Il comune è costituito, oltre al capoluogo, dalle tre frazioni di Sant’Ambrogio, San Pietro di Rovereto e Semorile per un totale di 7,79 km2. Fanno altresì parte le località di Arenella, Boschetto, Scoglio, Canevelli, Forno, Parazzuolo, Piano, Castello, Monteprato, Solari, Castellaro, Sant’Orsola, Scogliera, Piscia, Belvedere, Sem Benelli, Cerisola, Oliveto, Sexi, Monte Anchetta, San Pantaleo, Mexi, San Bernardo, Vallette, Pozzetto, Marina di Bardi.
Confina a nord con i comuni di Rapallo, Coreglia Ligure e San Colombano Certenoli, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Rapallo e ad est con San Colombano Certenoli, Leivi e Chiavari.

Conosciuta e apprezzata località balneare è celebre per la sua scogliera pedonale a ridosso sul mare realizzata negli anni trenta del XX secolo con il contributo economico degli abitanti; nel territorio zoagliese sono presenti inoltre diversi percorsi naturali boschivi, le caratteristiche crêuze liguri, e mulattiere che permettono dal centro cittadino di raggiungere le frazioni e località del comune.

Uno dei percorsi, ricalcante l’antica via Romana, è denominato “dei cinque campanili” poiché collega le antiche chiese frazionarie di San Pietro di Rovereto, Semorile, San Pantaleo, Sant’Ambrogio a quella centrale di San Martino per un totale complessivo di circa dodici chilometri. Un ulteriore sentiero boschivo permette il collegamento tra la frazione di Semorile e il santuario di Nostra Signora di Montallegro – nel territorio comunale di Rapallo – costeggiando il torrente omonimo e dopo il superamento del valico dell’Anchetta e del monte Castello.

Cenni storici
Come molti borghi della Liguria anche Zoagli[5] vide la sua probabile fondazione nell’era preistorica, grazie alla popolazione conosciuta con il nome di Liguri Tigulli. In epoca romana compare come borgo o castellaro sulla Via Aurelia, testimonianza dovuta alla comparsa del nome nella Tavola Peutingeriana.

Divenne poi feudo – i toponimi cartacei la citano con l’appellativo Joagi – nel 1158 della famiglia nobiliare Fieschi di Lavagna e nei secoli successivi dominio della Repubblica di Genova dal XIII secolo. Principalmente venne sottoposta al controllo territoriale dapprima nella podesteria e successivamente nel capitaneato di Rapallo (1608).

Con la dominazione francese napoleonica rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Zoagli rientrò nel II cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Tigullio e dal 1803 centro principale del II cantone del Golfo del Tigullio nella Giurisdizione dell’Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Il Comune di Genova, nella sua espansione verso la Riviera, aveva trovato forti resistenze nel territorio dei Conti di Lavagna, sottomessi soltanto alla metà del XII secolo; ma ciò non fu sufficiente a sconfiggere il loro potere nel Tigullio, dove erano fortemente radicati e godevano di largo seguito. Nel 1167 i consoli genovesi decretavano l’erezione del castello di Chiavari, che avrebbe costituito un presidio genovese in loco. Dato il persistere della resistenza dei Conti di Lavagna, nel 1178 veniva decisa la creazione del borgo, secondo un preciso piano urbanistico che prevedeva la creazione di quattro fasce edificabili delimitate da vie di percorrenza, individuabili ancora oggi nel centro storico. I Conti di Lavagna, pero’, trovarono il modo di insinuarsi a Chiavari attraverso gli insediamenti civili e le fondazioni ecclesiastiche.

I Fieschi e i Ravaschieri, le maggiori famiglie discendenti dal Comitato lavagnese, mantennero un ruolo di riferimento a Chiavari per tutto il Medio Evo e nell’Eta’ moderna, contrastati dai Rivarola, da sempre schierati sull’opposto fronte politico. Nel corso del XVIII secolo Chiavari, come tutti i borghi del Levante ligure, andò assumendo un crescente grado di benessere economico e di crescita sociale e culturale, con la formazione di una nuova e potente classe borghese.

Nell’aprile 1791 nacque a Chiavari la Società Economica – patrocinata dal marchese Stefano Rivarola, governatore della città – e fondata da personalità di spicco della classe imprenditoriale, del mondo intellettuale cittadino, della nobiltà e del clero piu’ aperto -, sul modello della Societa’ Patria per le Arti e le Manifatture, sorta a Genova nel 1786 per iniziativa di un gruppo di aristocratici illuminati, tra i quali il duca Gerolamo Grimaldi. Chiavari conobbe un momento di particolare fulgore nel periodo napoleonico, quando fu prescelta quale capoluogo del Dipartimento degli Appennini ed elevata da Napoleone Bonaparte al rango di città (si veda l’itinerario “Il Dipartimento degli Appennini”).

Il radicamento delle idee illuministe aveva creato l’humus sul quale si innestò il pensiero risorgimentale, che trovò a Chiavari autorevoli esponenti.

Original sources:
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiavari
http://www.comune.chiavari.ge.it/pubblicazione.aspx?Id=242&IdCat=55

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